sabato 1 novembre 2014

Una storia di valigette.

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Di Pino Finocchiaro




E' una storia di valigette col sottofondo. Ben in vista le spese, i conti da pagare, i subappalti che drenano i guadagni di chi ha vinto gli appalti. Nel sottofondo i fondi neri. Duecento milioni accertati dai segugi della valutaria della guardia di finanza. Gli esperti calcolano però che il danno ammonti ad almeno un miliardo e settecento milioni di tributi evasi.



E' una storia di valigette zeppe di quattrini che prendono la strada di San Marino per finire nei paradisi fiscali del resto del mondo. Passano attraverso gli stessi canali di riciclaggio internazionale dei furbetti del Monte Paschi.



E' la storia di Pierino Tulli. Ex edicolante. Diventa ricco a quarant'anni con una ditta di trasporti che lavora per il gruppo Fiat. In breve crea la Cisco, azienda leader in logistica e trasporti, acquista la Lodigiani Calcio. Poi tenta la scalata alla Lazio. Ma qui lo blocca Lotito.



E' la storia del conte Enrico Maria Pasquini, marito di Clara Nasi, figlia del cugino di Gianni Agnelli.

Le valigette di Pierino Tulli incrociano i conti del conte Pasquini. All'ombra della Rocca i fondi si confondono e dilagano verso le Virgin Islands con la Original Trade Limits.





I finanzieri inseguono l'odore dei soldi. L'accusa è di evasione, bancarotta e riciclaggio. La procura chiede gli arresti cautelari per venti persone: in particolare Pierino Tulli, i figli Alessandro e Siriana, il commercialista off shore Bruno Capone e il conte Pasquini.



Il gip nega gli arresti ma concede il sequestro di beni per cento miloni di euro. Le indagini puntano a scoprire i beneficiari delle tangenti nelle istituzioni romane e piemontesi. Altre valigette.

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