martedì 13 marzo 2012

L'agenda grigia di Paolo Borsellino

L'agenda "grigia" di Paolo Borsellino


Totò Riina: "MANCINO sapeva che sarei stato catturato, e, dunque, era parte di questa trattativa per il mio arresto".

domenica 11 marzo 2012

Aldo Grassi, la resistibile ascesa dai Cavalieri allo scudiero del Cavaliere


VOGLIONO DEMOLIRE LA MEMORIA DI FALCONE E BORSELLINO...


“C’è chi ha avuto come m...aestri Corrado Carnevale, chi invece Falcone e Borsellino. Non posso dirmi sorpreso della decisione della Cassazione, però sono preoccupato. Ho la sensazione che l’ultima sentenza della Corte su Marcello Dell’Utri e il dibattito che strumentalmente ne sta scaturendo, rientrino in quel processo di continua demolizione della cultura della giurisdizione e della prova che erano del pool di Falcone e Borsellino”. Antonio Ingroia

giovedì 8 marzo 2012

Paolo Borsellino ostacolava la trattativa Stato-Mafia






Arresti via D'Amelio,
«Borsellino era ostacolo»


8 marzo 2012

All’alba di oggi sono state notificate quattro nuove ordinanze di custodia cautelare nei confronti dei nuovi indagati per la strage di via d’Amelio in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e i 5 agenti di scorta. Il provvedimento è scattato per il boss palermitano Salvino Madonia, per Vittorio Tutino e Salvatore Vitale, quest’ultimo agli arresti domiciliari in una struttura ospedaliera, e per l’ex-collaboratore di giustizia catanese Calogero Pulci, arrestato in provincia di Pescara. Rimane invece indagato a piede libero il meccanico palermitano Maurizio Costa per il quale il Gip del tribunale nisseno ha rigettato la richiesta di carcerazione avanzata dalla Procura diretta da Sergio Lari.

Fonti investigative aggiungono che nel corso delle operazioni è stato sequestrato “materiale documentale molto interessante”.

Diversi i capi di imputazione per i cinque indagati: a Madonia si contesta il reato di concorso in strage con finalità di terrorismo per avere partecipato ad una riunione della Cupola tra il novembre e il dicembre del 1991 nel corso della quale si decisero le stragi avvenute l’anno successivo. Stesso reato per Tutino e Vitale: il primo avrebbe rubato con il pentito e testimone chiave della nuova inchiesta Gaspare Spatuzza, l’auto usata per la strage approntando il congegno collegato all’esplosivo, mentre Vitale - che abitava in un appartamento di via D’amelio - avrebbe facilitato la collocazione dell’autobomba e fornito informazioni sulle abitudini del giudice, che in quella via si recava spesso per visitare la madre.

Il meccanico Costa - che secondo Spatuzza avrebbe riparato l’auto usata per la strage ma senza sapere a cosa doveva servire - è accusato di favoreggiamento aggravato. Per i magistrati avrebbe comunicato ad esponenti del clan Graviano particolari delle indagini in corso poche ore dopo essere stato interrogato il 10 marzo 2009, in seguito alla chiamata in correità fatta da Spatuzza.

Le intercettazioni ambientali effettuate su Costa non sono state ritenute sufficienti dal Gip per autorizzarne l’arresto.

Arresto scattato invece per l’ex-collaboratore di giustizia Calogero Pulci per il reato di calunnia aggravata. Pulci, nonostante le nuove indagini, avrebbe continuato a sostenere la partecipazione alla strage di Gaetano Murana, scarcerato 5 mesi fa dopo essere stato condannato all’ergastolo sulla bade della falsa ricostruzione operata dal falso pentito Vincenzo Scarantino.

L’inchiesta sulla morte di Paolo Borsellino è stata riaperta nel 2008 grazie alle rivelazioni del pentito Gaspare Spatuzza a cui si è aggiunto nella primavera scorsa il contributo di un nuovo collaboratore, Fabio Tranchina. La ricostruzione della strage compiuta da Spatuzza ha trovato molteplici conferme nelle indagini condotte dalla Dia di Caltanissetta portando lo scorso ottobre alla clamorosa scarcerazione di sette persone condannate all’ergastolo. Condanne che portano la firma di un nucleo d’elite della polizia diretto dal questore Arnaldo La Barbera, deceduto pochi anni fa, che tarò le indagini sul racconto di due falsi pentiti Vincenzo Scarantino e Salvatore Candura, attualmente indagati per calunnia. 


martedì 6 marzo 2012

"Tregua armata" tra Comuni italiani e Governo. Su Rai News

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E' "tregua armata" tra l'Anci, l'associazione dei comuni italiani, e il governo, dopo l'incontro a palazzo Chigi. Posizioni distanti sulla tesoreria unica. Già avviati i ricorsi per impedire i trasferimenti dalle casse locali.
Pino Finocchiaro ha colto il dissenso del presidente dell'Anci, Graziano del Rio.



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