Il piano di emergenza e' scattato a mezzanotte con il richiamo di tutto il personale reperibile. Due gli elicotteri del Soccorso Pegaso della Regione impiegati.
Le postazione mediche avanzate sono state allestite dalle 7 all'Isola del Giglio, una al porto (in una tenda riscaldata) e altre nei locali degli ambulatori della Asl. Altre due sono state allestite a Porto Santo Stefano, nei locali della palestra e in una tenda della Croce Rossa. Complessivamente, tra isola e terra ferma, sono stati immediatamente messe a disposizione 25 ambulanze, 7 medici e 16 infermieri. Due medici e tre infermieri sono arrivati dal 118 di Arezzo.
Sull'isola sono state trasferite altre due ambulanze del volontariato che si sono aggiunte alle due gia' a disposizione.
Negli ospedali di Grosseto ed Orbetello sono stati immediatamente chiamati in servizio il personale medico e infermieristico a riposo. In pochi minuti sono arrivati rianimatori, neurologi, ortopedici, specialisti del pronto soccorso, operatori della farmacia e tutto il restante personale attivato per gestire l'allerta. Tutti i naufraghi hanno ricevuto assistenza immediata prima di prendere posto sui traghetti diretti a Porto Santo Stefano. I 36 feriti sono stati accompagnati in ambulanza ai pronto soccorso di Orbetello e Grosseto, per 21 e' stato necessario il ricovero.
In genere si è trattato di casi di ipotermia e traumi di vario tipo. Infine è stata attivato un nucleo di psicologi nelle postazioni mediche avanzate di Porto Santo Stefano.
http://www.asca.it/
Se 70 dispersi in mare meritano appena 5 minuti di tg vuol dire che è saltata la scala dei valori.
Poi ci chiediamo perché cresce l'indifferenza della società verso il dolore; consultiamo esperti per capire perché un automobilista non si ferma a dare soccorso dopo un incidente.
Ormai la vita è diventata una corsa inarrestabile.
Si corre, ma per andare dove?
Gianfranco Criscenti


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